06/02/10

Bruno Munari - Disegnare un albero

20/12/09

High Line-James Corner Field Operation con Diller Scofidio + Renfro

12/12/09

Paesaggi Adriatici 08-Infrastruttura (Senigallia)





© Alessandro Gabbianelli

03/11/09

Massimo Cristaldi Fotografo - The Station (2007)



fonte: http://www.massimocristaldi.com/portfolio/index.php?splash=1

14/10/09

Associazione Fotonordest - Fotografia nel nordest

FotoNordest, il portale della fotografia nel NordEst: news, concorsi, mostre ed altro ancora

Il Progetto Fotonordest si è sviluppato nei primi mesi del 2008 da un'idea di due fotografi, Piero Pausin e Andrea Verni.
Con un bagaglio tecnico fotografico costruito da esperienze comuni sul campo e con una militanza da moderatori nella sezione fotografica di un forum web localizzato nella città di Trieste, i due decidono di sviluppare ulteriormente la loro
passione fotografica, creando un qualcosa di specifico che valorizzi la fotografia come arte e diffonda maggiormente la cultura fotografica.

10/10/09

Paesaggi Adriatici 07-Le Piramidi (Cesano di Senigallia)





© Alessandro Gabbianelli

04/10/09

Enzo Obiso Fotografo





fonte: http://www.myspace.com/enzoobiso

30/09/09

Nemeton-High Green Tech Magazine

"Il sentiero dell'architettura porta nella foresta" nasce Nemeton, prima rivista europea dedicata all'High Green Tech.

Nel primo numero: Dossier Verde Verticale.
Direttore: Arch. Maurizio Corrado


24/09/09

Flora Urbana - Roger Latour - Montréal

Fotografia di © Roger Latour

Deambulazioni, peregrinazioni e escursioni insulari. Alla scoperta della flora dell'isola di Montréal. Società di conservazione dei terrain vague. Di questo si occupa l'interessante blog di Roger Latour, autore anche del libro "Guide de la flore urbaine" (http://www.renaud-bray.com/Livres_Produit.aspx?id=1008302&def=Guide+de+la+flore+urbaine%2CLATOUR%2C+ROGER%2C9782762128895).

Potete vedere il suo blog a questo indirizzo: http://floraurbana.blogspot.com/

22/09/09

Paesaggi Adriatici 06-Strada Satale Adriatica (Marotta)





© Alessandro Gabbianelli

19/09/09

Intermediate Natures. The landscape of Michel Desvigne


"Desvigne's landscapes seek to propagate new sets of conditions, to grow and body-forth more complex environments over time. Inspired by agricultural fields, tree farm, and, more broadly, ecosystem such as forests and deltas, Desvigne considers landscape architecture as a living artform that is more about cultivation, process, and change over time than it is with more familiar landscape architectural practices such as formal composition and representation. With farmer's pragmatism and a landscapist's eye, Desvigne is able to create extremely sensible, rational, and strategic projects that at the same time approach the poetic." (James Corner)

17/09/09

Marcel Carné, Gioventù nuda (Terrain vague), Francia, 1959

15/09/09

Giardini Comunitari - Zurigo - Svizzera

MICROSIMBOLI SWISS MADE
di Tommaso Basevi - Foto di Nelly Rodriguez

I giardini comunitari, dove convivono immigrati da più di 40 Paesi, sono un esempio della vocazione svizzera a miniaturizzare il mondo, per capirlo e controllarlo meglio.
Ma oggi sono minacciati da rifugiati clandestini e speculazione edilizia.





Fonte: (D la Repubblica delle Donne n. 664 del 5 Settembre 2009) - Fotografia di Nelly Rodriguez

12/09/09

Domaine du Chaumont Sur Loire - Festival International Des Jardins 2009


Depuis 1992, le Festival des jardins constitue un panorama étonnant de l’état de la création paysagère dans le monde.

En 18 saisons, près de 400 jardins ont été créés, prototypes des jardins de demain.

A la fois mine d’idées et pépinière de talents, le festival redynamise l’art des jardins et intéresse le public et la profession en présentant de nouveaux fleurissements, de nouveaux matériaux, des idées et des approches novatrices. La diversité, la créativité et la qualité des projets ont contribué à établir la réputation mondiale du festival qui est devenu un rendez-vous incontournable pour la présentation des travaux d’une nouvelle génération de paysagistes, d’architectes, de scénographes ou de jardiniers …

A côté du festival, le vallon des brumes, le jardin expérimental, le sentier des fers sauvages et certains massifs proposent au public des jardins expérimentaux permanents évoluant au fil des saisons.

Jardins de Métis

http://www.jardinsdemetis.com

11/09/09

Paesaggi Adriatici 05




© Alessandro Gabbianelli

02/09/09

Michela Pasquali - I giardini di Manhattan

"Il processo di creazione cha ha dato vita a ciascuno di questi giardini non costituisce un'esperienza a sé e non è, in nessun caso, oggetto di mestiere; rientra invece tra le tante espressioni della quotidianità, come il modo di vestirsi, di parlare, di cucinare.
Nei giardini, come nelle manifestazioni della vita di tutti i giorni, agisce infatti un medesimo tipo di rappresentazione, in cui un individuo si trova al centro di uno spazio, che costruisce e sviluppa come estensione della sua vita privata. Ogni giardino diventa il luogo possibile nel quale dare corpo a interpretazioni personali, al gusto del caos, alla follia di assemblaggi dettati da effetti, tradizioni, culti e credenze. Esso tende a configurarsi come territorio-possedimento, dove i segni dell'appropriazione fisica e simbolica si identificano con la disposizione di piante e fiori, con la scelta e la collocazione di oggetti. Questi elementi si compongono in sistemi originali, connotando spazi addomesticati che rivelano la mano e la proprietà del giardiniere" (Michela Pasquali)

01/09/09

Paesaggi Adriatici 4



© Alessandro Gabbianelli

30/08/09

Paesaggi Adriatici 3



© Alessandro Gabbianelli

29/08/09

Si spostano i limiti di vegetazione e gli alberi diventano "migranti"

Uno studio ha preso in esame 166 località diverse del pianeta in cui sono stati monitorati per un secolo le "treelines". Il climatologo Mercalli: "Tutto ciò dipende dalla specie vegetale e dal tipo di ambiente"di SARA FICOCELLI


Il riscaldamento climatico è un fenomeno che ha ben pochi risvolti positivi ma, stando a una ricerca neozelandese, offrirebbe agli alberi del pianeta la possibilità di colonizzare nuovi territori, incontrando sempre meno ostacoli nelle condizioni di sopravvivenza. In altre parole, dato che le piante resistono più facilmente al caldo che al freddo e che l'inverno fa da effetto-soglia per la sopravvivenza della maggior parte degli alberi, l'innalzamento globale delle temperature gioca a favore di boschi e foreste, che incontrando inverni sempre meno rigidi riescono a sopravvivere anche in territori finora considerati inospitali.
E' questo che ha cercato di fare la ricercatrice Melanie Harsch del
Bio-Protection Research Centre della Lincoln University, in Nuova Zelanda, che con il suo team ha analizzato 166 località del pianeta per capire cosa provoca gli spostamenti delle "treelines", ovvero i limiti di vegetazione arborea. In tutti i siti prescelti, questi spostamenti vengono monitorati costantemente dal 1900, quindi lo studio ha potuto prendere in esame e confrontare oltre un secolo di dati.